L’intervista – Edo Cocchi: “alla Rari per far bene”

E’ sicuramente uno dei nuovi arrivi più interessanti, un elemento che per esperienza e qualità potrà fare da chioccia ai tanti giovani che stanno crescendo e che si affacciano sempre più in pianta stabile tra i senior.

Edoardo Cocchi, fiorentino di nascita, bolognese di adozione sportiva e non solo, da quest’anno vestirà la calottina della Rari Nantes Bologna.

President, De Akker di cui è stato capitano anche nella passata stagione e adesso Rari Nantes,  Cocchi ha scelto la Rari per continua a giocare a divertirsi e la Rari ha scelto lui come giocatore, ma anche come uomo in grado di aiutare a far crescere l’ambiente biancoblù.

Ciao Edo, prima di tutto come stai e come va qui alla Rari?

“Benissimo, ho ritrovato vecchi amici e conosciuto nuovi ragazzi e devo dire che mi sono trovato subito molto bene, come a casa, come se fossi sempre stato in Rari”.

Come vedi la squadra?

“E’ bello arrivare in piscina e trovare qualcuno con cui hai già giocato, ma anche conoscere nuovi compagni. Alla Rari ho trovato il giusto mix tra giovani e giocatori esperti tra ventenni o trentacinquenni. Con tanti dei “vecchi” ci ho già giocato insieme e li conoscevo, dei giovani mi è piaciuto fin da subito l’approccio e l’impegno che mettono in ogni allenamento”.

Tra i nuovi arrivati c’è anche coach Andrea Sellaroli, lo conoscevi?

“Andrea è un’ottima persona e un ottimo allenatore. Ci conoscevamo di vista, ci siamo incrociati quando lui era a Firenze ad allenare la femminile e io giocavo ancora alla Florentia.
Andrea fa tutto con grande passione, si vede, in queste settimane abbiamo parlato tanto di pallanuoto anche in generale, è una passione che ci accumuna oltre il giocato”.

Che obiettivi vi siete posti come squadra per la stagione che sta iniziare?

“Non conosco bene la serie B; lo scorso anno la Rari ha chiuso nella parte medio-alta della classifica. Le prime giornate ci daranno un idee del campionato che ci attende, ma cercheremo di replicare quello che abbiamo fatto l’anno scorso”.

Della realtà Rari cosa pensi?

“Anche se vivo da tanto a Bologna, l’ho sempre vista da un altro lato, adesso che ci sono dentro vedo con più chiarezza quella che il Mondo Rari e devo fare i complimenti alla società e ai dirigenti. In Emilia Romagna non c’era mai stata una realtà che potesse tirar fuori tanti giovani di qualità, segno del gran lavoro e del fatto che la società ha investito tanto sui propri giovani. Un esempio? Gli allenatori di livello arrivati anche da fuori regione, che hanno portato esperienza e qualità, creando un movimento importante, basti guarda i risultati ottenuti dell’under 16 e non solo, la convocazione azzurra di Gori e quella di altri ragazzi, insomma l’investimento fatto dalla Rari sta dando i suoi frutti, puntano non sulle parole ma con i fatti sui giovani”.

Da capitano in serie A1 alla Rari in B, perché?

“Ho fatto il doppio salto di categoria; ovviamente per impegni familiari e di lavoro mi alleno un po’ meno, ma lo faccio sempre con molto seriamente. La passione e lo voglia di fare per bene è la stessa di sempre. La stessa di quando da ragazzino mi sono innamorato di questo sport”.

Impegno e divertimento.

“Assolutamente si, mi piace giocare e ho ancora qualche annetto da fare; dagli anni passati mi porto un bagaglio e atletismo, non campo di rendita ma mi aiuta”,

Come è nata la passione per la pallanuoto?

“E’ cresciuta col tempo. Mi è sempre piaciuto giocare, ma fuori dalla vasca preferivo stare con gli amici. Pian piano, invece è diventa una passione a tutto tutto tondo e se riesco mi guardo 3-4 partite la settimanali di pallanuoto”.

Dovessi dare un consiglio ad un giovane cosa diresti?

“Di appassionarsi a tutte le sfaccettature dello sport che praticano. Giocare e allenarsi è al centro di tutto ma c’è altro; Il detto  “si ruba con gli occhi” è reale. Vedere il meglio della pallanuoto come abbiamo in Italia appassiona e crea una cultura sportiva ancor più forte e radicata”.

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